giovedì 4 settembre 2008

Ricetta pasta alla norma di Eliana!

Questo e' un tributo piu' che dovuto all'eccellente cuoca Eliana, che da tempo mi aveva mandato la ricetta della "pasta alla norma", e che io avevo dimenticato di inserire.
La riporto qua sotto ma non prima di sottolineare che si tratta veramente di un gran piatto! Sono curioso di vedere quale sara' l'esito quando la proporro' a qualche anglosassone!


Ingredienti per 4 persone***
- 500 gr. di penne rigate o maccheroni
- 700 gr. di passata di pomodoro
- 1-2 melanzane medie
- ricotta salata da grattuggiare
- 1 spicchio d'aglio
- foglie di basilico
- olio extra vergine di oliva
- sale q.b.

*Preparazione*
Tagliate le melanzane a fette spesse 1 cm e disponetele a strati in uno scolapasta con un po' di sale. Lasciatele per un'ora, con un peso sopra, per eliminare l'eccesso di acqua.

Mettete l'aglio in una casseruola con un po' d'olio d'oliva extravergine e lasciatelo imbiondire.
Aggiungete la passata di pomodoro, qualche fogliolina di basilico, un po' di sale e lasciate cuocere per circa 10-15 minuti.

Tagliate le melanzane a dadini o lasciatele a fette e friggetele in abbondante olio.
Asciugate l'olio in eccesso con della carta assorbente.
Unite le melanzane fritte alla salsa di pomodoro, tenendo da parte alcuni dadini/fette per decorare i piatti.

A questo punto mettete a cuocere la pasta, una volta cotta scolatela e ripassatela per pochi secondi nella casseruola della salsa.

Componete i piatti mettendo sopra i dadini o le fette di melanzane e spolverate il tutto con abbondante ricotta salata grattuggiata a scaglie.
Decorate a piacimento con qualche fogliolina di basilico.

*Buon appetito!

Grazie ancora Eliana!

mercoledì 13 agosto 2008

Musica maestro!



Per chi non li conoscesse gia, loro sono i Vaya con Dios e la canzone e' Neh Nah nah

Merluzzo in crema di mostarda, con patate e verdure

Ieri sera la palla e' passata a Gavin, ed e' stato un vero piacere.
Ingredienti: filetti di merluzzo, prezzemolo, olio di oliva, sale pepe.
Per la salsa: double cream e mostarda.

Prendere Filetti di merluzzo, pulirli, spennellarli con olio di oliva e cospargeli di prezzemolo.
Aggiungere sale e pepe.
Lasciare insaporire per una ventina di minuti.


Nel frattempo mettere a bollire le patate (meglio se novelle, tagliate a pezzi)


Una volta insaporiti, rimuovere il prezzemolo dai filetti di merluzzo, e tenerlo da parte (ci servira' per la salsa)


Mettere i filetti in padella con un filo d'olio (la padella dovrebbe essere abbastanza grossa! Ma noi quella avevamo!)


Per la salsa Gavin ha usato double cream, mostarda e il prezzemolo usato per insaporire il merluzzo.
Prima mescolare la mostarda con la double cream e lasciar riposare per una decina di minuti. Aggiungere quindi il prezzemolo e scaldare a fuoco molto basso. La salsa divenetera' sempre piu' liquida e perdera' il sapore acuto iniziale della mostarda.


Finire di cuocere i filetti (una variante ancora piu' saporita consigliata dal nostro chef, vede avvolgere i filetti in una fetta di pancetta, un paio di minuti prima che la cottura sia terminata)


Servire quindi i filetti con patate e verdure,


non dimenticando di aggiungere la crema sui filetti (a me e' piaciuta un casino anche sulle patate!)


Ed ecco qua il piatto finale


Molto molto gustoso!

martedì 12 agosto 2008

Award Winning Burgers

Non potevo perdere l'occasione di assaggiare tale golosita'.


Se siete a Londra e vi capita di passare da Borough Market (vicino London Bridge), cedete alla tentazione, ne vale la pena.

Kamja Jun

Non posso vivere con gente che viene da altri paesi senza imparar niente della loro... cucina.
Quindi ecco qua i KAMJA JUN.


Ringrazio infinitamente la pazientissima Sunny per la disponibilita' e non vedo l'ora di provare io stesso. Ecco la ricetta:

Kamja jun
(o Kam ja jun... non me ne vogliate per l'inesattezza!):
patate grattugiate, cipolla, chilly, sale.


Il composto si mette in padella e si cuoce,


ottenendo molti... simil-pancake.


Non dimenticate di "pucciarlo" nella apposita salsa
Salsa:
salsa di soia, aceto, zucchero e cipolla (andrebbero lasciati marinare un pochetto)


Il sapore vi fara' viaggiare per chilometri e chilometri, garantito!

domenica 8 giugno 2008

Londoning: la cabina

Ed eccomi qua, dal mio appartamento in Via Melato alla mia microstanza in Islington.



La vista sugli alberi è rimasta (non posso farne a meno, dopo tre anni di Milano)



Ma altri elementi sparsi per la casa segnalano abbastanza apertamente che sono un top-manager...
Che ne dite di questo frigriferino, sistemato con tavolette di compensato? Se non fosse un blog dedicato alla cucina giuro che porterei la macchian fotografica in bagno... ma forse è meglio soprassedere



La camera-stenditoio non sarebbe male, se quelli del piano di sotto la smettessero di mangiare roba così... profumata.



Almeno una soddisfazione me la sono tolta: andare a lavare i panni alla lavanderia sotto casa.



La situazione come si può ben capire è ancora piuttosto instabile, per cui niente spadellamenti.
Un semplice pollo alla birra.

giovedì 22 maggio 2008

China Town a Londra

Oggi ho fatto un breve giro nella China Town londinese in cerca di un pasto economico.
Son venuto via senza mangiare perché di economico non c'era proprio nulla.

(a tal proposito ho letto sul giornale della nasc ita di una nuova catena chiamata Cha Cha Moon, che promette un'ottima qualità a prezzi molto molto bassi, domani la provo e poi vi dico, ne parlano qua, qua e qua, sì in effetti ne parlano un po' troppo e un po' tutti uguale, ma... domani la provo e poi scrivo due righe)

Oggi ho comunque approfittato per fare qualche foto, a una pasticceria (ho comprato quegli affari lunghi che si vedono al centro: c'era più olio che nella mia macchina)

a dei cuochi

e a degli strani vegetali che non ho mai visto prima.
Se qualcuno conosce il nome... melo dica ve ne prego!

e magari anche qualche modo per cucinarli/mangiarli

mi piacerebbe provare!

lunedì 19 maggio 2008

Vita da ostello

Se utilizzate la cucina in un ostello vi ritrovate presto di fronte ad una spiacevole evidenza che impone una scelta obbbligatoria ed insegna a guardare il mondo dalla parte giusta.


Il fatto è che piatti, pentole, bicchieri, posate che trovate nei cassetti non vengono lavati dall'ultimo utilizzatore affinché voi possiate usarli in tutta tranquillità.
Essi vengono solo sommariamente "sgombrati" dai resti di cibo.


Darlo per assodato può salvare (al pari dei tappi per gli orecchi) l'intera vacanza.
Nessun nervosismo. Non fatevi fregare.
Uno apre cassetti ed armadi, tira fuori ciò che gli serve, lo mette nell'acquaio lo lava per bene e poi lo usa: nessun problema, nessuna arrabbiatura, nessuna sgradevole sorpresa.

Altrimenti il rischio è che, nel rimanere attaccati al manico di un padella, o nel riconoscere un certo sapore di ketchup nella vostra inslata, vi sembri che "tutto faccia schifo, la gente che vi circonda sia insensibile, il mondo vada a rotoli e quello in cui siete sia un posto di m..."

Beh, non è così.
Basta ri-lavare i piatti e il bicchiere torna mezzo pieno.

lunedì 28 aprile 2008

Cucina sperimentale

Volete "sferizzare" il vostro caffé, proprio come Ferran Adrià?
Oppure imparare l'uso dell'idrogeno liquido in cucina?

Forse preferite delle preparazioni criogeniche?
Questo sito fa per voi: catalogobuffet

Io sono rimasto incantato di fronte al filmato sulla sferizzazione...







Ma anche quello sui maccheroni alla soia è bello...

Grazie Luca!

martedì 15 aprile 2008

Musica Nuda


Immagino che vedere un loro concerto in qualche piccolo teatro parigino poco affollato per la serata piovosa, debba essere un'esperienza impagabile... quanto improbabile, dato il loro meritato successo!

venerdì 11 aprile 2008

Fotografare 2



Alcune foto, le migliori, secondo me, hanno il pregio di trasmetterti gli stati d'animo ed alcuni aspetti del carattere di chi le foto le ha fatte. Come carta carbone restano intrise di emozioni e significati che vanno ben oltre l'immagine ritratta.
Mi piace pensare che soltanto i professionisti siano in grado di mentire attraverso le loro foto. Ma probabilmente non avviene spesso.
D'altronde, perché dovrebbero farlo, se perfettamente in grado di poter trasmettere le loro verità?

lunedì 7 aprile 2008

Fotografare



Mi viene spesso da chiedermi perché l'attenzione in certi momenti venga solleticata proprio da insignificanti particolari: curve, foglie, macchie d’ombra o di colore.

D’improvviso il dettaglio urla, silenzioso e in disparte, spudorato e vivo. Invece di rimanersene nella penombra dell’indifferenza si mostra consapevole e sicuro.

Prendere la macchina fotografica, trovare l’inquadratura, aspettare il momento… è solo obbedire ad un copione già scritto.

Basta un rapido sguardo affinché i nervi della coscienza si scuotano e ritrovino e riconoscano quel piccolo brandello dell’io strappato chissà quando dagli invisibili rovi del reale.

Fotografare è un po’ come scoprire e ritrarre i mille pezzi del puzzle di se stessi.

domenica 6 aprile 2008

Cucina e modernità

Qualche anno fà la cucina era ancora qualcosa di cui ci si occupava poco... la preparazione dei cibi veniva eclissata, nascosta, o in qualche modo allontanata dal luogo in cui il cibo si serviva e si consumava.
Fortunatamente il tempo passa, gli atteggiamenti cambiano e i comportamenti pure.

Ieri sera l'ennesima riprova (da buon "imbucato", alla festa di compleanno di Barbara - auguri ancora!).

Per l'occasione era stata acquistata della carne, trattata con erbe e spezie, secondo sapori ed usanze nord africane. Le salsicce, cotte sul momento, sono state divorate; le polpette, preparate e cucinate anch'esse durante la festa, hanno incuriosito tutti ed hanno riscosso consensi unanimi.

Si è creata una sorta di intimità e condivisione attorno ai fornelli. Invitati, di ogni sesso razza e religione, si davano il cambio a spadellar salsicce ed arrotolar polpette, con fare divertito e divertente, tra un pezzetto di gnocco e un bicchiere di lambrusco.

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I fornelli hanno smesso di concretizzare una differenza di genere ed hanno acquisito significati ludici e conviviali. Nessuno si stupisce più di una festa attorno ai fuochi, anzi... le segrete di quella casa che relegava la donna al suo ruolo di domestica, sono oggi luogo di esplorazione, condivisione e ritrovo.

Non per questo chi vuole continuare a sottolineare le inciviltà di questo mondo rimarrà senza argomenti, ma se non altro la discussione si rinnova.

E se proprio quel focolare domestico, sprovvisto ormai della sua schiava-guardiana avesse bisogno di sicurezze...



è sempre possibile trovare delle valide alternative



Ma anche il soggiorno ha avuto i suoi momenti di gloria

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Come alla fine di ogni festa che si rispetti, abbbiamo lasciato un gran casino.



Chissà quando anche la plastica diventerà un segno dei tempi che furono... da guardare nelle vecchie foto con quel misto di nostalgia (per gli anni passati) e di orgoglio (per l'avvenuto abbandono).

domenica 30 marzo 2008

Linguine alla gallinella

Avendo preso una certa confidenza (sborone) con orate, spigole e sogliole, ho voluto provare la gallinella: un pesce che ha tutta la mia simpatia perché in grado di stare in piedi fuori dall'acqua (sul momento non me ne vengono in mente altri).



Lavare bene la gallinella e pensare a come sguazzava felice fino a poco tempo fa nell'acqua del mare... chissà quali altri amici pesci aveva... forse conosceva anche il piccolo Nemo...
Decapitare la gallinella e farla a pezzi (io mi sono limitato a quattro, ma si sà, ognuno ha le proprie frustrazioni... sentitevi pure liberi di andare oltre)

Preparare in una padella, un soffritto di aglio ed olio d'oliva. Depositare quindi i pezzi di gallinella nella padella (testa compresa... gli occhi vi riserveranno una piacevole sorpresa che non voglio anticiparvi) e far cuocere girando di tanto in tanto per circa quindici minuti.
Nel frattempo preparare la salsa di pomodoro e a far bollire l'acqua per le linguine.



Passati i 15 minuti, spinare le parti di pesce e rimettere in padella assieme alla salsa di pomodoro.



Buttare le linguine.
Scolare la pasta a metà cottura facendo attenzione a recuperare l'acqua.
Terminare la cottura nella padella assieme alla salsa, aggiungendo via via con un mestolo l'acqua di cottura.



Buon appetito!

Carne alla Pizzaiola

Da piccolo era un modo per farmi mangiare la carne, da grande è un modo per rievocare, riscoprire e finalmente rappacificarsi con quegli odiati secondi.

La preparazione, come dicevo, è molto semplice.
Iniziamo dalla salsa: fate la slasa.
In effetti non ho nessuna intenzione di svelare la ricetta: assieme all'uovo al tegamino, è l'unica cosa veramente eccellente che mio padre, o meglio "il mi' babbo", sia mai riuscito a fare davanti ai fornelli, e quindi o ne parla lui o... ciccia.



Quindi, dicevo, fate la salsa come vi pare. Nel frattempo preparate le fettine di carne.
Al supermercato ho trovato le "fettine per pizzaiola". erano molto tenere ma un pò troppo grasse (leggi: ne ho buttate via mezze perché il grasso mi fa cagare).

Quando la salsa è quasi pronta (ma dipende da quanto vi piace cotta la carne) mettere le fettine in padella ed aggiungere dei capperi sminuzzati.



Far cuocere per 10 minuti circa, girando di tanto in tanto. aggiungere quindi le fette di mozzarella sulle fettine di carne, mettere il coperchio e lasciar cuocere per altri due-tre minuti.



Servire e mangiare subito dato che se la mozzarella si fredda...

Cioccolato ad arte: Guido Gobino

Fanno cioccolato dal 1946, e noi in giro tra Piemonte, Emilia e Lombardia dalle 8.00 del mattino, non potevamo certo perdere l'occasione per andare a vedere e ad assaggiare ciò che 62 anni di esperienza hanno insegnato a Guido Gobino, maestro cioccolatiere.



Il negozio è una vera e propria boutique del cioccolato, con pack da fare invidia a profumi e gioielli (di qui anche l'atteggiamento estremamente rispettoso e falsamente interessato del collega sotto ritratto, di cui non riporto il nome per motivi di serietà professionale)



Essendo io un tipo che mangia più con gli occhi che con la bocca, devo dire che ho fatto un pasto grandioso.



Mi ha incuriosito, inoltre, la differenza, del tutto relativa, tra il prezzo delle uova che si trovano nei grandi magazzini e quelle che ho visto qua (anch'esse tra l'altro con una confezione molto bella)



p.s. per Guido Gobino,
dopo un post così mi aspetto almeno un buono per una cioccolata autografata!

Orata in crosta di sale

Prima o poi credo che chiunque si diletti di cucina, senta l'esigenza di misurarsi con questa ricetta.
Era un po' che volevo divertirmi a rompere qualcosa che non fossero le scatole del mio prossimo, e la crosta di sale mi è sembrato un ottimo diversivo.
Il piatto è semplice da preparare e, se avete ospiti, permette di sfoggiare una certa creatività culinaria.
Basta chiacchiere, Sam.



Cospargere la teglia di sale grosso, in modo da formare uno strato sottile ma uniforme di sale.
Nel frattempo pulire l'orata e aggiungere gli aromi che si preferisce (io ho messo rosmarino, olio, un pizzico di sale, uno spicchio d'aglio e due fettine di limone).

Prima di mettere l'orata nella teglia c'è chi consiglia di bagnare leggermente il sale sul fondo con qualche schizzo d'acqua (pare favorisca il formarsi della crosta).

Deporre quindi il pesce nella teglia, (in questa occasione faccio sempre fatica a non pensare sempre la stessa frase "meglio a te che a me").



Coprire quindi il pesce con il sale grosso (senza esagerare, basta che ne sia ricoperto), e schizzare con acqua come sopra.



Mettere in forno (preriscaldato a 200 gradi) per 35-40 minuti (ma come al solito dipende dal forno, dalla grandezza dell'orata e... dalla fame!)


A fine cottura togliere dal forno, rompere la crosta e sfilettare.
Mi avevano detto che sarebbe stata un'impresa ardua e mi ero munito di martello, ma l'informazione si è rivelata fasulla. La crosta, almeno nel mio caso, è venuta via senza alcun problema, la pelle non ci si è attaccata e l'orata era cotta al punto giusto.